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Ho imparato a respirare

  • Immagine del redattore: Ilaria Castore
    Ilaria Castore
  • 7 lug
  • Tempo di lettura: 4 min

Aggiornamento: 8 lug


Quello che mi ha avvicinato allo Yoga anni fa è stato il fatto di potersi concentrare

muovendo il corpo, senza pensare ad altro, pensando solamente agli asana per

un'oretta.Durante la pratica i pensieri si fermavano. Pensavo fosse tutto qui, e pensavo che fosse già abbastanza. Poi ho imparato a respirare.


Dicembre 2023 ho incontrato Sadhana Yoga Studio quasi per caso, lo Studio era

vicino casa, lo frequentava la mamma di una compagna di classe di asilo di mia

figlia.Non è stato facile inziare a sentire il mio corpo, perchè non era più lo stesso dopo la gravidanza, era provato, la mia testa era affollata di pensieri, la mia energia era a spasso. Ma pratica dopo pratica qualcosa è scattato, l'energia ha ricominciato a fluire e il corpo si è rinforzato. Ho capito che era amore per lo Yoga.

Quando ho deciso di intraprendere questo percorso di formazione l'ho fatto sulla

fiducia del metodo di insegnamento della mia Maestra Cristina. Quello che è

accaduto strada facendo è stato imparare a stare nel mio corpo, col mio corpo, ad

ascoltarlo. Ho imparato che non c'è bisogno di decodificare qualsiasi cosa e che

affidarsi e' stata la parola che più mi è tornata utile in questo anno.

Ho capito che le emozioni forti, quelle che non mi piacciono, quelle scomode che ti creano disagio, non vanno eliminate ma accolte, guardate.

Senza la pratica dello Yoga non avrei attraversato la malattia che mi si è parata

davanti negli ultimi mesi con la stessa serenità. Lo Yoga mi ha insegnato ad

affidarmi alle cure, mi ha dato respiro quando ne avevo più bisogno e calma

quando la paura prendeva il sopravvento. In effetti, il respiro ujjiai mi è tornato

utile, ed ha funzionato per scaldare il corpo prima di entrare in sala operatoria :)

Tutti gli insegnamenti, il lavoro sul respiro, ascoltare il mio corpo ed assecondarlo,

tutto è stato sostegno.


Il Percorso di Teacher Training


Quando ho deciso di intraprendere questo percorso di formazione non sapevo bene cosa aspettarmi, di base c'era il mio desiderio di approfondire la pratica, che è stato ampliamente soddisfatto.

Per capire meglio dove sono arrivata, ho guardato indietro, non amo i bilanci, ma a

volte ti fanno capire quanta trasformazione c'è stata in mezzo e fin dove sei

arrivata. La me di un anno fa era perennemente sopraffatta. Adesso no. E non

perchè siano spariti gli impegni, anzi forse sono aumentati, ma adesso riconosco

quando esco dalla mia finestra di tolleranza, e riconoscerlo è stato metà del lavoro.

Ho capito che le emozioni forti, quelle che non ci piacciono, quelle che mi creano

disagio, quelle scomode, non vanno eliminate ma accolte, viste (cit. Nicole), ed ho

imparato a stare con quello che c'è (cit. Cristina), quest'ultima frase probabilmente

me la tatuerò, perchè è stata come un abbraccio. Se stai con quello che c'è ti affidi

alla vita, se stai con quello che c'è sei appagata, se stai con quello che c'è, ma che

è scomodo, devi essere fiduciosa che lo attraverserai. Che nella filosofia yogica è il

concetto di Santosha, appagamento.

Che poi quello che ho anche capito, è che gli yama, i principi etici e morali, e i

niyama, i precetti che regolano la vita personale, se pratichi con costanza (anche se

alla fine pratico sempre meno di quanto vorrei) ti arrivano in modo spontaneo, li

metti in atto, anche se all'inzio non sai dargli un nome.

Tornando a me, un altro aspetto che ho visto cambiare è che ho abbandonato l'idea di poter avere il controllo su tutto, di voler fare tutto alla perfezione, che mia figlia non morirà di fame se mi prendo un'ora per me e non ho pensato minimamente prima alla cena :)

Con le persone che mi circondano sono diventata più diretta, con meno fronzoli.

Durante i mesi di TT ciò che mi ha appassionata di più sono stati i chakra e

ragionare in termini di energia. La connessione tra asana, sistema nervoso,

cervello, emozioni, respiro. Ho scoperto con Gabriele dove far scendere il respiro

per entrare più in profondità nelle posizioni. Con lo Yin Yoga ho sentito come gli asana lavorano in profondità nella fascia muscolare per arrivare poi al rilascio

emotivo. Il retreat in montagna e condividere le giornate insieme alle mie compagne di corso in mezzo alla natura è stato un bagno di leggerezza e intensità nello stesso momento. Tra risate, pratica, momenti di condivisione, la lota e il pranayama del mattino, la colazione insieme con porridge per tutte!

Resta solo un dubbio da chiarire: ma durante il weekend intensivo, chi era la

presenza in mezzo a noi? ...:)


Per te Maestra Cristina

Grazie per questa esperienza. Grazie per la passione che metti in ciò che fai, la tua

energia è palpabile e la tua risata è contagiosa. Grazie soprattutto per essermi stata accanto nei mesi passati. La tua frase detta in un vocale "stai con quello che c'è"per me è stata illuminante.

Namasté


Ilaria Castore




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