Scegliere
- Alessia Golemme

- 9 lug
- Tempo di lettura: 4 min
Ho scelto il percorso di formazione T:H:E HATHA YOGA perchè sentivo che tutti i percorsi di formazione intrapresi (percorsi di spiritualità, crescita personale, etc) rimanevano molto a livello mentale e sentivo l'esigenza di concretizzarli nella materia, nella vita di tutti i giorni per dar loro veramente un senso.
Per poterlo fare ho compreso di dover partire dall'ascolto del corpo, dalle sue percezioni, sensazioni ed emozioni. Sono arrivata da Cristina dopo un lungo periodo nel quale il mio corpo si era fermato e tutto ciò che mi riusciva facilmente (dallo sport, alle attività quotidiane) mi costava una grande fatica fisica, mentale,
emotiva. Il mio corpo non rispondeva più a come avrei voluto e, per la prima volta nella mia vita, mi sono dovuta fermare e ascoltarmi davvero. Questo mi ha portato ad un periodo di chiusura e introspezione che sicuramente ha permesso di andare a riscoprire risorse e doni dentro di me ma, allo stesso tempo, ha comportato un'alimentarsi del mio senso di solitudine, sensazione che mi ha accompagnata da quando sono piccola.
Sono giunta quindi in Sadhana con l'insicurezza e la poca fiducia nei confronti dell'altro e di me stessa, del mio corpo e delle sue capacità ma con la speranza e una sensazione dentro che qualcosa sarebbe cambiato. Inizialmente ho scelto dunque il percorso come uno strumento di riscoperta personale e di disciplina
dolce, non basata sulla performance, per dare nuovamente fiducia alle mie capacità fisiche, espressione alle mie emozioni e struttura ai miei pensieri e alle mie sensazioni. L'accoglienza e la fiducia di Cristina hanno sicuramente fatto la differenza nell'intraprendere questa formazione.
Il Maestro
Sapere, saper fare, saper essere...essere. Durante il mio percorso universitario mi è stato ripetuto quasi come un mantra l'importanza di queste dimensioni per essere un insegnante competente. Giunti alla fine del percorso, facendo un'autoanalisi, sento di avere ancora da imparare a livello di conoscenze e abilità che potranno essere incrementate continuando a studiare e progredendo con la pratica. Tuttavia giungo al termine di questa esperienza con la volontà di iniziare, provarci e imparare facendo, portando l'essenza di ciò che voglio trasmettere.
Avrei voluto avere più tempo per studiare e praticare ma ho acquisito la consapevolezza dell'importanza della disciplina senza rigidità applicando il motto "senza fretta ma senza sosta" e del "fare con gli strumenti che si hanno a disposizione al momento" ( in termini di tempo, materiali, energia, salute..)
Oltre alle conoscenze e alle abilità il maestro è guida senza creare dipendenza, è supporto senza sostituirsi, è incoraggiamento e riscoperta delle proprie possibilità, è compagno di viaggio nel processo di riconoscimento del proprio maestro interiore.
Aprirsi alla Vita
So che la mia ricerca interiore non terminerà con questa esperienza ma so che il mio corpo potrà aiutarmi nel trovare la direzione.
Cercherò il più possibile di trovare dentro di me la mia casa, incarnandola qui durante il mio viaggio. Proverò il più possibile ad incarnare quell'albero che collega il cielo e la terra. Concludo ringraziando le mie compagne di viaggio per il supporto la comprensione e il non giudizio in tutto il percorso e, in particolare, durante il ritiro al Grand Puy. Ringrazio, in particolare, Nicole per avermi messo
di fronte ai miei blocchi con domande anche "scomode" e allo stesso tempo per aver accolto con amore e fermezza la mia vulnerabilità senza scappare quando ho cercato di chiudermi dietro al mio muro ponendomi una semplice domanda: "Vuoi che vada via perchè non ti va di parlarmi o perchè non ti vuoi far vedere così?".
E ringrazio Cristina per la fiducia, l'incoraggiamento, l'accoglienza, il suo umorismo, le sue parole "A me piaci anche così". Perchè sentirsi accettati e accolti nei momenti di vulnerabilità è l'atto d'amore e di guarigione più grande che ci possa essere e grazie a questo sento di aver potuto sperimentare direttamente che cosa significa vivere le proprie emozioni all'interno di un contenitore sicuro.
Infine, voglio ringraziare per la prima volta anche me stessa: per non essere scappata, per essere stata nel disagio dell'ombra del momento che mi ha permesso di trasmutare una piccola parte di quell'ombra in luce. Perchè stare al di fuori della propria zona di comfort può essere davvero faticoso e sfidante ma, con
coraggio, con il cuore, ci si può davvero dare la possibilità di sciogliere quei blocchi, di scongerlarsi anche se può comportare qualche lacrima.
Perchè si può mentalizzare tutto ma la vera trasformazione inizia nell'esperienza del corpo, delle emozioni e soprattutto nell'accoglienza, a partire da noi stessi.
E anche se per qualcuno potrò essere strana, sbagliata e diversa per tante altre persone "vado bene così" ma soprattutto "io vado bene così". E anzichè delegare all'esterno la sensazione di "essere giusta, essere scelta" voglio imparare sempre di più, nelle situazioni, a scegliermi.
Ho compreso che lo Yoga non rivela la strada ma ti riporta a casa, dentro di te; non dona risposte alle incertezze ma ti concede gli strumenti per trovarle. E, nel caso in cui mi perdessi, so ora che potrò sempre ripartire dall'ascolto e dal movimento del mio corpo. Ringrazio la formazione di T.H.E. Hatha Yoga per avermi permesso di scoprire e vivere tutto questo.
Alessia Golemme




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